Perché...di Gio Evan

11.03.2020

Se mi guardi bene
posso ancora toccarti,
puoi sentire il caldo delle mie mani
mentre prendono la via della tua pelle
nel nome della carezza

se mi guardi bene
puoi sentire i miei baci
percorrere le vie delle tue guance
puoi sentire che le mie labbra
per quanto possano allontanarsi
poi tornano sempre in casa base:
la tua fronte

questo virus non ci sta uccidendo,
ci sta insegnando che non dobbiamo lasciarci soli,
che se togli il tocco
resta lo sguardo
che se togli l'approccio
resta il pensiero,
che non c'è matematica al mondo
che possa vivere di sola sottrazione,
per quanto la vita a volte usi espressioni difficili
noi, possiamo sommare meraviglia
e moltiplicarla per chi
continuamente divide

finirà presto, come finiscono
tutte le cose senza cuore
come fanno i tornadi
le onde arrabbiate dei mari giganti
i terremoti, le tempeste,
vengono devastano e se ne vanno,
e non c'è da inaridirsi
né da annaffiarci di collera spietata,
è la loro natura, venire distruggere e andare
è la loro natura,
la nostra natura invece
è quella di restare
e a chi resta
resta il compito di costruire

e come abbiamo costruito un'Arca
per salvare la vita ai tempi delle immense piogge
oggi siamo chiamati a difendere le nostre piogge interiori
a non lasciarci affogare dall'indifferenza
dall'odio, il razzismo, la paura
a costruire la nostra Arca dentro
per mettere in salvo la generosità,
l'accoglienza, il senso di pace, il servizio, l'umiltà

questo virus non ci sta uccidendo,
ci sta ricordando che siamo fragili
che non dobbiamo dare per scontato questo corpo
che non si scherza con la terra
che non si prende in giro il cielo
e che c'è sempre un'occasione
per restare amorevoli

non posso toccarti, dicono,
ma senti,
senti come ti abbracciano forte
i miei occhi

Se esiste questo dolore
vuol dire che siamo in grado
di sopportarlo

sopportare viene dal latino
significa portare sotto,
ovvero dentro di noi
accoglierlo
accudirlo
sostenerlo

e sostenere vuol dire
s.o.s tenere
tenere in aiuto

veniamo da un'era
che ci ha educato a correre all'impazzata
a non fermarci mai un attimo
a trascurare chi abbiamo vicino
a perdere di vista il tramonto
e a non sederci a tavola con calma
per mangiare un piatto lento
seduti con la famiglia al completo

la vita adesso ci sta invitando
a fare un'inversione a U
la U di umani
l'inversione delle mani,
ci sta invitando a rientrare le nostre mani
verso di noi,
fermarci ad accarezzare le nostre ferite,
operarci,
sistemare un poco casa
sistemare un poco la casa che abbiamo dentro,
accarezzare i capelli di nostra madre
che stanno diventando sempre più bianchi

la vita ci sta dando l'occasione
di imparare a rivolgerci dentro,
a fermarci
per recuperare le cose sacre
che questo tempo ha insegnato a tralasciare

c'è dolore,
un dolore nuovo
che è entrato nella nostra vita
ed ora questo dolore fa parte del nostro percorso

il dolore non è un nemico
il dolore è un maestro
che tiene lezioni di saggezza a casa,
non uscite dalla classe
che presto ci saranno gli esami di coscienza.


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